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DOMANDE

Quesito: 

A coloro che ci chiedono se il significato attuale di  matrimonio  sia legato al suo valore etimologico, rispondiamo con quanto Vera Gheno ha scritto sul  n. 32  (aprile 2006) della  Crusca per voi.

Etimologia e significato di  matrimonio

Salvatore De Maria e Simone Carcano chiedono informazioni sul significato e sull’etimologia del termine  matrimonio. 

Il  Grande Dizionario Italiano dell’Uso di Tullio de Mauro  (Torino, UTET, 1999-2000, con aggiornamenti del 2003) elenca, per il termine  matrimonio , tre significati fondamentali; il primo, quello più comune, di ‘unione di un uomo e di una donna che si impegnano, davanti a un’autorità civile o ecclesiastica, a una completa comunione di vita nel rispetto dei reciproci diritti e doveri’. Sempre in questo primo significato è compreso quello di ‘rito, cerimonia nuziale’.
Il termine ha un secondo significato nella liturgia ecclesiastica: ‘sacramento con cui si attribuisce carattere sacro all’unione di un uomo e di una donna’.
In terzo luogo, il lemma può essere impiegato nel senso figurato di ‘unione, associazione di due elementi, strutture, organizzazioni e simili’.

La parola italiana  matrimonio  continua la voce latina  matrimonium , formata dal genitivo singolare di  mater  (ovvero  matris ) unito al suffisso – monium , collegato, in maniera trasparente, al sostantivo  munus  ‘dovere, compito’.
Questa informazione è contenuta in gran parte dei dizionari storici o etimologici italiani, come il DEI,  Dizionario Etimologico Italiano  (a cura di Carlo Battisti e Giovanni Alessio, Firenze, Barbera, 1950-1957), il DELI,  Dizionario etimologico della lingua italiana  (a cura di Manlio Cortelazzo e Paolo Zolli, Bologna, Zanichelli, 1983) e il GDLI,  Grande Dizionario della Lingua Italiana  (a cura di Salvatore Battaglia, Torino, UTET, 1961-2002) che specificano anche che il termine si è formato su influsso del preesistente  patrimonium .

Dunque  matrimonio , rispetto ad altri termini che vengono correntemente impiegati con significato affine, pone, almeno in origine, maggiore enfasi sulla finalità procreativa dell’unione: l’etimologia stessa fa riferimento al “compito di madre” più che a quello di moglie, ritenendo quasi che la completa realizzazione dell’unione tra un uomo e una donna avvenga con l’atto della procreazione, con il divenire madre della donna che genera, all’interno del vincolo matrimoniale, i figli legittimi.
È ciò che dice chiaramente, fin dalla prima edizione, il  Vocabolario degli Accademici della Crusca  (1612), dove alla voce  matrimonio  è riportata una citazione tratta dal  Volgarizzamento della somma Pisanella detta Maestruzza : «Matrimonio è una congiunzione dell’huomo, e della donna, la quale ritiene una usanza di vita, la quale dividere non si può. E perchè nel matrimonio apparisce più l’uficio d’esso nella madre, che nel padre, perciò è determinato più dalla madre, che dal padre. Matrimonio, tanto è a dire, come uficio di madre».
Una citazione ancora più antica, dal libro XIX dei  Contra Faustum Manichaeum libri XXXIII  di sant’Agostino (354-430) e riportata dal  Thesaurus Linguae Latinae  recita: «Matrimonium quippe ex hoc appellatum est, quod non ob aliud debeat femina nubere, quam ut mater fiat», ovvero ‘il matrimonio è senza dubbio chiamato così perché la donna si deve sposare non per altro motivo che per diventare madre’.

È evidente – e i dizionari sopra citati ne sono testimonianza – che oggi il termine conserva solo parte del suo significato originario, venendo fra l’altro impiegato, in quasi tutti i contesti, in maniera più generica, come sinonimo di  nozze  o  sposalizio .

«Non perché il tema "Detto Fatto" proposto dalla Diocesi non sia valido e bello ovviamente - ha spiegato Vittorio De Giacomo, guida laica all’oratorio - abbiamo preferito però Werner Kern Standard latino Donna Chevro Antik
: i ragazzi sono coinvolti, si tratta infatti di costruire da zero un percorso, curarlo, seguirlo, si inventano attività particolari». Il principio di base è che  non si smette mai di fare catechismo : lo si veste solo in maniera diversa e più leggera, con tanto gioco e divertimento, il messaggio deve però essere sempre presente e chiaro.

E a Caino il lavoro certo non manca per Vittorio e per don Marco Domenighini: 170 ragazzi, dall’asilo alla terza media , 35 animatori e 60 volontari, tutti adeguatamente formati con corsi specifici tenuti durante l’anno in oratorio. Vittorio nel suo ruolo di guida laica, si occupa della gestione della struttura: «È estremamente coinvolgente racconta - certo  a volte far collaborare tra di loro gli adulti è quasi più difficile  che tenere i ragazzi». Perché quello della guida è in effetti una figura nuova, introdotta da poco, e come tutte le novità necessita tempo per essere adeguatamente accettata ed assimilata. Sempre presente è però  don Marco , che ha alle spalle anni da missionario in giro per il mondo: «Il nostro grest è una proposta ormai collaudata, è il centro della vita in oratorio con il catechismo».